Fertilità

la Donna al Centro

Il desiderio di maternità e paternità nell’uomo è una propensione naturale. Purtroppo, per cause ancora non del tutto chiare, spesso molte coppie si trovano ad affrontare fenomeni di difficoltà nel concepire un bambino.

Diviene necessario porre l’accento sul fatto che la difficoltà nel concepimento è una questione di coppia, e non di un solo membro della stessa. Il fattore maschile è il solo responsabile in circa il 35,4%, e nel 15% dei casi partecipa con quello femminile nell’infertilità della coppia. Il solo fattore femminile sembra essere responsabile nel 35,5% dei casi.

Laddove esistono molte cause che possono indurre alterazioni della fertilità femminile (fattore endocrino (30-40%), fattore tubarico (35%), fattore endometriale (5%), fattore cervicale (5-10%), fattore vaginale (3-5%), fattore immunologico (2-3%)), diviene essenziale una valutazione combinata ginecologica ed endocrinologica nel momento della diagnosi differenziale in quanto ad esempio patologie endocrinologiche come l’ipotiroidismo possono interferire con la fertilità. Ad esempio, è stato dimostrato come il trattamento con levotiroxina nell’ipotiroidismo sia stato associato ad un miglioramento della fertilità femminile e sembra mostrare anche un effetto positivo sulla fertilità maschile.

Oltre a quanto sopracitato, le modificazioni dello stile di vita rappresentano il primo approccio terapeutico. Negli ultimi anni infatti, le osservazioni del Ministero della Salute, indicano in modo netto che la popolazione italiana, al pari di quella di tutti i paesi occidentali ed industrializzati, sta lentamente procedendo verso un preoccupante incremento delle persone in sovrappeso se non obese. Nelle donne obese si osserva classicamente una riduzione della fertilità legata all’anovulazione cronica associata spesso ad oligomenorrea o ad amenorrea. È stato dimostrato che le donne con un BMI > 30 presentano un rischio 2,7 volte più elevato di infertilità rispetto alle donne normopeso e l’associazione col fumo determina un ulteriore aumento del rischio.

Inoltre le donne obese presentano un rischio più elevato di complicanze in gravidanza come ipertensione e diabete gestazionale, condizioni che possono interferire con il benessere fetale.

La patologia disfunzionale che assai frequentemente si associa al sovrappeso/obesità femminile è la PCOS o sindrome dell’ovaio policistico, un disordine endocrino che colpisce dal 4 al 21% (a seconda dei criteri utilizzati per la diagnosi) delle donne in età riproduttiva.  L’obesità è una caratteristica frequente della paziente con PCOS ed è spesso legata al fallimento o a una ritardata risposta ai trattamenti di induzione dell’ovulazione. Anche in caso di concepimento spontaneo è associata a un più elevato tasso di aborto, e a un più elevato numero di complicanze in gravidanza sia della madre che del feto  

Le modificazioni dello stile di vita rappresentano quindi il primo miglior approccio per le pazienti con PCOS che cercano una gravidanza e un combinato approccio di corretto stile alimentare ed attività fisica in grado sia di far perdere peso che prevenirne l’aumento.

Se da un lato l’obesità costituisce un ostacolo alla fertilità, anche l’eccessiva magrezza risulta essere un fattore altrettanto limitante. Tale condizione può determinare assenza del ciclo mestruale ed in queste pazienti è correlata in modo specifico con un BMI ai limiti inferiori della norma o addirittura più basso del dovuto. Oltre alla condizione di amenorrea può verificarsi una ridotta produzione di progesterone che interferisce con la fertilità.

Per le motivazioni sopra riportate, appare chiaro come una serie di fattori legati allo stile di vita, come l’eccesso di peso corporeo, l’obesità, il fumo, l’intensa attività sportiva, il consumo di alcol, la tossicodipendenza o l’abuso di altre sostanze, abbiano un’influenza negativa sulla fertilità femminile e come il peso corporeo anormale e un alterazione dell’introito calorico esercitino un impatto negativo sull’ovulazione e sulla normale spermatogenesi. Sembra quindi evidente come la nutrizione possa giocare un ruolo importante nel migliorare la fertilità sia nelle donne che negli uomini.

Risulta ormai evidente come la dieta mediterranea sia positivamente correlata ad una positiva gravidanza clinica. Inoltre, donne con età inferiore a 35 anni presentano una probabilità 2,7 volte maggiore di gravidanza e nati vivi rispetto a quelle non praticanti dieta mediterranea.

Una valutazione combinata ginecologica, endocrinologica e nutrizionale è essenziale per un adeguato inquadramento diagnostico della paziente, al fine di capire e individuare le giuste terapie. In aggiunta, sarà possibile effettuare, sotto prescrizione medico sportiva, una attività fisica specifica programmata sulle necessità psicofisiche di ogni paziente.

Quanto sopra elencato è lo scopo del progetto Polo Sanitario e Fertilità: la Donna al Centro. Il principale obiettivo è quello di abbracciare le coppie con problemi di procreazione, in modo da proteggerle e condurle verso un esito positivo della soluzione. Per rendere possibile ciò scenderanno in campo vari professionisti in modo da trattare la problematica sotto ogni punto di vista. Senza perdere il principale obiettivo: la salute della coppia e l’esito positivo finale.

Nel corso del percorso saranno continuamente monitorate sotto il profilo ginecologico, endocrinologico, medico sportivo, nutrizionale ed atletico.

Responsabili progetto:

  • Dott.ssa Chiara Cosci, Medico, Specializzata in Endocrinologia
  • Dott.ssa MariaElena Obino, Medico, Specializzata in Ginecologia e ostetricia
  • Dott. Eugenio Cerri, Medico, Specializzato in Medicina dello Sport
  • Dott. Jonathan Fusi, Biologo Nutrizionista
  • Dott.ssa Beatrice Massoni, Tecnico Motorio

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