VO2MAX – Come? Quando? Perchè?

Il test da sforzo cardiopolmonare (CPET) è una metodica ormai conosciuta ma ancora relativamente poco usata dai cardiologi e dai medici in generale. Infatti, erroneamente, questo test è stato limitato alla valutazione dello scompenso cardiaco, e di solito viene osservato solo parametro numerico del “consumo di ossigeno di picco (PeakVO2)”. Quest’ultimo è utilizzato per quantificare la limitazione funzionale ed identificare la prognosi dei pazienti con scompenso cardiaco cronico.

L’utilizzo del CPET in relazione solamente alla valutazione del PeakVO2 è destinato a far terminare questo importante esame nel novero delle metodiche diagnostiche poco usate. Infatti è ormai universalmente riconosciuto che il test da sforzo cardiopolmonare fornisce molte altre informazioni importanti in quanto permette di identificare la causa della limitazione funzionale ed, all’ interno della stessa malattia, quale sia la funzione più alterata permettendo di “mirare fisiologicamente” la terapia.

I parametri investigati dal test da sforzo cardiopolmonare sono la funzionalità cardiaca, polmonare, muscolo scheletrica, emopoietica e psichica. Grazie a tali valutazioni, il CPET è anche usato per la valutazione della capacità funzionale dello sportivo. Non solo, attraverso il calcolo della soglia del lattato è possibile individuare lo stato di performance dell’atleta, in modo sia di comprendere il grado di allenamento sia di organizzare uno specifico training atto a migliorare la perfomance psicofisica dell’atleta.

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