Ecografia in gravidanza

Come si fa?

L’ecografia viene eseguita dal medico ginecologo mediante l’utilizzo dell’ecografo. L’esame, assolutamente indolore e non invasivo, viene effettuato più volte durante la gravidanza, per seguire la crescita del feto all’interno dell’utero.
La donna viene fatta sdraiare sul lettino e, scoperto l’addome, viene posizionato un gel che serve per far scivolare meglio la sonda e migliorare la trasmissione degli ultrasuoni. La paziente avverte solo una sensazione di freddo. A questo punto l’ecografia può iniziare.
Le immagini del feto, riprese dalla sonda, vengono visualizzate su uno schermo posizionato davanti al ginecologo. La paziente può guardare le immagini insieme al medico che provvede a spiegare ai futuri genitori il significato delle immagini ecografiche.

Quando e quante?

Le ecografie che normalmente si effettuano durante una gravidanza sono tre, una ogni trimestre.
– Prima ecografia in gravidanza: viene effettuata fra le 6 e le 13 settimane. Consente di stabilire la corretta datazione della gravidanza e di calcolare di conseguenza la data del parto. Nelle settimane più avanzate è possibile iniziare a vedere già l’anatomia del feto e, tra le 11 e le 13 settimane, eseguire il test di screening per la sindrome di Down (test combinato).
– Seconda ecografia (ecografia morfologica): viene effettuata fra la 20esima e la 22esima settimana di gravidanza. Serve per controllare lo sviluppo del feto (con le misure dei principali segmenti corporei) ed escludere le principali malformazioni diagnosticabili.
– Terza ecografia in gravidanza: viene effettuata dopo la 28esima settimana di gravidanza e consente di valutare la crescita fetale, il liquido amniotico, la presentazione del feto e ricontrollare l’anatomia fetale.
Dalla 34esima settimana in poi l’ecografia può essere utile per iniziare a programmare l’epoca e la modalità del parto sulla base dello stato di salute della mamma e del bambino e della posizione fetale.
Durante ogni visita ostetrica il ginecologo potrà ripetere controlli ecografici di base in aggiunta ai tre esami ecografici standard.

Ecografia transvaginale in gravidanza

Le ecografie descritte in precedenza vengono effettuate per via transaddominale. Tuttavia, anche in gravidanza è possibile ricorrere all’ecografia transvaginale, assolutamente indolore e priva di effetti avversi per il feto.
L’ecografia transvaginale viene utilizzata per valutare la presenza del battito cardiaco fetale (nelle primissime settimane di gravidanza), per controllare l’apparato genitale materno e, nelle settimane di gravidanza più avanzate, per controllare la lunghezza del collo dell’utero (cervicometria), utile per prevedere la possibilità di un parto pretermine.

Ecografia 3D in gravidanza

L’ecografia 3D si basa su una tecnologia innovativa in grado di fornire una immagine tridimensionale del feto. Rispetto all’ecografia tradizionale consente di vedere il viso del bambino prima della nascita con un’immagine 3D, accurata e ad alta definizione. Può essere eseguita con successo in qualunque periodo della gravidanza, ma a partire dalla 25esima settimana, grazie alle dimensioni raggiunte, la qualità dell’immagine sarà migliore. L’ecografia tridimensionale, oltre ad offrire la possibilità di vedere il bambino, può avere in casi selezionati un utilizzo clinico.
Infine, grazie all’ecografia 4D, è possibile vedere il feto in tridimensionale in movimento.

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